Elisabetta Gualmini ieri a Rimini: Prepariamo un piano regionale sull’adolescenza.

COMUNICATO STAMPA

La vicepresidentessa della Regione ha partecipato a un incontro con le associazioni di volontariato riminesi assieme ai consiglieri regionali Nadia Rossi e Giorgio Pruccoli.

La Regione Emilia-Romagna sta preparando un nuovo provvedimento, un vero e proprio Piano Regionale sull’Adolescenza è ancor più concreto della Legge 14 del 2008 in materia di disagio adolescenziale. Questo mentre sta per uscire il nuovo bando regionale che destina le risorse che saranno poi distribuite ai soggetti che si occupano di questa problematica.

E’ il succo dell’intervento della vicepresidentessa della Regione e assessore al welfare, Elisabetta Gualmini, nell’incontro con le associazioni di volontariato riminesi, tenutosi ieri nella Casa delle Associazioni di via Covignano. All’incontro, oltre alle associazioni, sono anche intervenuti i consiglieri regionali Nadia Rossi e Giorgio Pruccoli, nonchè Mattia Morolli, assessore alla scuola del Comune di Rimini.

Questa è la settima tappa di un viaggio nelle province in vista della costruzione del Primo Piano regionale sull’adolescenza. – Ha spiegato Gualmini. Confrontarci e scambiare idee con chi si occupa di questo tema è utile e necessario per approntare uno strumento efficace. La Regione ha deciso di intervenire sull’adolescenza per una somma di motivi. Innanzitutto è cambiata la struttura della famiglia. In Emilia-Romagna sono circa 100mila le famiglie monoparentali, cioè formate da un solo genitore con uno o più figli. Poi, il numero di ragazzi stranieri che studia nelle nostre scuole è il più alto di tutto il Paese ma ci sono grossi problemi d’integrazione e di abbandono scolastico nella fascia adolescenziale. Inoltre, il 33% delle nostre famiglie è formato da una sola persona. Insomma, non esistono quasi più le reti sociali che proteggevano i ragazzi quindi è giusto intervenire dove c’è bisogno.

Quattro sono gli ambiti nei quali la Regione intende intervenire: le risorse (con il nuovo bando regionale); la governance continuando a lavorare con le associazioni che meglio di noi conoscono il territorio nel quale operano; le competenze  che tipo di preparazione deve avere chi si occupa di adolescenti? Che tipo di educatore deve essere valorizzato? e, infine, gli ambiti d’azione nei quali le nostre priorità saranno la lotta al cyber bullismo e all’abbandono scolastico – ha concluso Gualmini.

Dopo gli interventi delle associazioni, che hanno raccontato cosa fanno e cosa vorrebbero fare di più e di meglio, l’assessore riminese Mattia Morolli ha sottolineato come l’avvento di facebook, giusto 10 anni fa ha cambiato tutto nei rapporti interpersonali e che un Comune deve preoccuparsi di creare un legame, per i ragazzi, tra il mondo digitale e quello reale. Giorgio Pruccoli ha affermato come le esperienze che oggi ci hanno portato, saranno utilissime quando andremo a discutere i provvedimenti in aula. Noi legislatori dovremo essere bravi a coinvolgere sia le associazioni, sia i giovani. Perchè quando si dà vita a politiche giovanili, queste vanno fatte con i giovani, non per i giovani. Nadia Rossi ha concluso dicendo che dovremo essere bravi a sensibilizzare di più il mondo della scuola e occuparci di più della formazione degli adulti che spesso non sanno parlare ai propri figli adolescenti. Così come dovremmo mettere in rete le varie competenze di tutte quelle Istituzioni che si occupano di adolescenza.

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